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COMMERCIO IN CRISI

24/06/2010 - 00.00.00
tavoli anticrisi....magari sedute di consiglio comunale o provinciale ad ok....ma serviranno a qualcosa? ma se la crisi principale viene dalle istituzioni che non riescono a far quadrare i conti pubblici..dovuti alle loro cattive gestioni,come si puo pensare che diano loro una mano al commercio,piuttosto ad avellino la crisi al settore e dovuta principalmente alla cattiva gestione dei cantieri che durano da anni tunnel in primis...avellino commercialmente era appetibile dall'intera provincia e anche oltre confine..i lavori in corso anno allontanato la gente...la mancanza di parcheggi e una grave piaga per il settore...la mega isola pedonale senza il loro supporto resta un isola infelice..e tutto per una inadeguata organizzazione del sistema traffico,avellino con migliaia di attivita' commerciali a bisogno del ritorno alla normalita' creando i presupposti per far ritornare i cittadini della provincia a spendere nel capoluogo,e poi bisogna dare un taglio alle aperture senza criteri,magari ripristinando le regole di vicinato e controllando eventuali aperture di comodo.
renato d'argenio (r.dargenio@libero.it)

23/06/2010 - 22.51.54
Ma e' possibile che si debba sempre parlare di commercio? Ma di quale commercio stiamo parlando Delle fabbriche serali di scontrini? Il commercio avellinese e' morto da tempo grazie alla cupidigia dei proprietari dei locali commerciali che chiedono fitti che sono un certo tipo di cosiddetti commercianti puo' permettersi. E che dire, poi, delle auto di grossa cilindrata parcheggiate, chiaramente in doppia fila o divieto di sosta fuori avanti la bottega? Perche' non parliamo dell'incivilta' barbarica che regna ormai sovrana in citta'? Indirizzate le vostre telecamere verso lo schifo presente ad ogni punto della citta'! Grazie!
Giacinto

22/06/2010 - 14.01.41
Non credo che il problema sia solo dei cantieri presenti in citt. Credo che la crisi sia riconducibile alla mancanza di eventi, alla mancanza di sinergia tra i commercianti. Bisognerebbe organizzare aperture straordinarie, promozioni, cercare di aggiungere nuovi negozi nei tanti spazi vuoti.
Mario (mario_delli@libero.it)

22/06/2010 - 11.07.13
In realt la situazione critica che si registra nel settore del commercio solo in parte dovuta sia alla presenza dei cantieri che alla crisi economica in atto ma, anche vero che le istituzioni sono completamente immobilizzate. Ricordo con nostalgia il periodo in cui l'assessore Micera, con una serie di eventi e manifestazioni, riusc ad attrarre dalla provincia, e non solo, una marea di consumatori che rilanciarono il ommercio. Da allora solo il vuoto ed il silenzio istituzionale.
ANDREA

22/06/2010 - 09.31.30
Avellino una citt popolata per la maggior parte da dipendenti. Se il governo blocca i contratti, non detassa gli stipendi, ma al contempo, aumentano le tariffe dei consumi primari, le bollette, la benzina e, non ultimo, l'aumento della spazzatura, nonostante l'affannosa differenziazione, come si puo pretendere che la gente spenda? I commercianti devono capire che non possono guadagnare come prima ed avere lo stesso tenore di vita, ma anche loro devono saper rinunciare. Se dichiarassero TUTTI quanto guadagnano, non si sarebbe arrivati a questo punto.
grilloparlante

22/06/2010 - 07.44.37
Agli inizi del 2002 la nafta costava 80 centesimi di euro, oggi costa 1,30 euro. Se prima quindi spendevo 80 euro al mese di nafta, oggi ne spendo 130. Quei 50 euro in pi che mi ritrovavo in tasca potevo spenderli per mangiare una pizza o per comprare un maglione, oggi naturalmente non posso perch semplicemente questi soldi non ci sono pi. Potrei citare tanti altri esempi simili, ad esempio l' assicurazione per l'auto. Se devi pagare 1000 e anche 2000 euro per assicurare la tua auto, come vuoi che ti restino i soldi in tasca per comprare scarpe, vestiti e oggetti vari? Metteteci anche gli affitti spaventosi che i poveri commercianti devono pagare, sommate tutte queste cose.... ed ecco decretata senza appello la morte del commercio nella piccola, media, e fra poco anche della grande distribuzione.
Pasquale

21/06/2010 - 23.28.12
E' scandaloso che con questa crisi, i comercianti di Avellino e d'Italia propongono dei prezzi cos alti, per poi svendere vergognosamente le loro cose con i saldi. I commercianti devono smetterla di girare in Audi e Mercedes, di frequentare i "circoli", scendessero con i piedi per terra, un'era finita!!
Valentino

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