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| 11/03/2010 - 17.16.08 |
| Tante linee ferroviarie, comunemente definite minori, sono state cancellate, altre costruite e mai aperte, altre a rischio soppressione. Tutte sacrificate sullaltare della cosiddetta modernit. Oggi si prova a ragionare ripensando ad un uso o riadattamento di queste linee ferroviarie legato a progetti di rilancio economico a fini turistici.
Queste tratte ferroviarie attraversano le zone pi belle , dal punto di vista paesaggistico ed ambientale, della nostra Nazione.
Da questa fondamentale considerazione sorge la proposta di una riconversione a fini turistici di quelle linee ancora in esercizio ma che sono caratterizzate da scarso traffico commerciale.
Nellera dellalta velocit ancora possibile uscire dalla logica per cui il treno debba essere preso in considerazione solo e solamente per lesclusivo spostamento di uomini e cose nel pi breve tempo possibile?
C ancora la possibilit per cui il treno possa diventare il mezzo per un turismo rispettoso dellambiente, non motorizzato e quindi caratterizzato dalla lentezza per meglio godere del paesaggio che esso attraversa?
Noi del gruppo amici della ferrovia Avellino-Rocchetta crediamo di si. A tal proposito riteniamo che occorra un concreto intervento di tutti gli attori istituzionali, a ci deputati, esistenti sul territorio per evitare il dissolvimento di tutte le tratte ferroviarie considerate minori, che costituiscono, nonostante tutto, un patrimonio culturale da difendere. Bisogna essere un po pi europei: valorizzare questo reticolo di ferro esistente nelle parti pi caratteristiche del nostro Paese.
Per questi motivi, qui in Irpinia, un gruppo di sognatori, incontratisi il 1 settembre in treno, su iniziativa della CGIL di Avellino, per effettuare una escursione da Avellino a Rocchetta ha elaborato un progetto per la rinascita a fini turistici della nostra linea ferroviaria.
Lungo questo nostro percorso abbiamo incontrato la sensibilit e la disponibilit del Direttore dellAgenzia Campana per la Mobilit Sosten... |
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| in_loco_motivi (pietro.mitrione@tin.it) |
| 09/03/2010 - 19.37.41 |
| Io penso che ci voglia un mix bilanciato di attivit industriali e turistiche per rilanciare la provincia. Il problema un altro :fino a quando il "pubblico" continuer ad essere governato da una banda di incompetenti e incapaci, che mirano solo ad accontentare amici e comparielli il territorio non decoller mai; |
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| pasquale trunfio (trunfpasqual@libero.it) |
| 09/03/2010 - 17.52.13 |
| due le possibilit o ci fate o ci siete!!!!!!!! con un pil che affonda le aziende che scappano qui non restano altro che quattro pensioni e i soliti stipendi dello stato fin quando ci sar!!!!!! non ci sono bacchette magiche e non abbiamo un retroterra se non quello contadino-emigratorio...che continuer immagino senza sosta!!!!cosa sappiamo fare in questA PROVINCIA!!! se non aspetttare qualche concorso e sperare di vincerlo con le amcizie o richiedere il solito trasferimento statale per tornare alla madre terra?cosa abbiamo prodotto negli ultimi quaranta anni? funzionari dello stato e dulcis in fundo l' fma!!!!! e voi parlate di sviluppo.....mah!!!!non siamo stati capaci quando il pil mondiale correva a due cifre cosa volete fare adesso....createvi un'associazione e chiedete qualche contributo. |
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| sempre teso |
| 08/03/2010 - 14.44.09 |
| Ovvio, cari amici di itv, che l'alternativa allla brutale industrializzazione e' legata all'agricoltura, al turismo, alla produzione di prodotti alimentare di qualita', ma anche in questo campo c'e' crisi e ci sono soprusi, sotterfugi e cose che non vanno. L'industrializzazione del nostro territorio aveva fatto sperare ed in parte aveva soddisfatto le nostre esigenze di benessere e sviluppo, ma ora che resta? famiglie senza reddito, inquinamento, alta incidenza di malattie gravi e paesaggi deturpati... Ah, se ci avessimo pensato 30 anni fa... |
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| montanaro |
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